Esaminate le principali avanguardie storiche del ‘900 (Futurismo, Espressionismo, Cubismo, Dadaismo e Surrealismo) inizio oggi il lungo viaggio nell’Astrattismo o, come i suoi artisti preferiscono chiamarla, nella pittura non figurativa.

E’ un linguaggio rispetto al quale tutti noi abbiamo avuto o abbiamo forse qualche riserva, se non addirittura veri pregiudizi, e mi piacerebbe cercare di dare la misura della solidità e più ancora della bellezza di questa esperienza, che ha dominato l’arte del XX secolo e che è tanto fondamentale nella modernità.

Non si tratta di un vero e proprio movimento, ma di un complesso di proposte artistiche che hanno quale denominatore comune l’intenzione di non imitare la realtà ma, abbandonando il focus sull’abilità tecnica (almeno come tradizionalmente intesa), di visualizzare un’idea per influenzare il mondo.
L’opera non rappresenta più ma diventa essa stessa un oggetto reale.

L’arte astratta è il portato di un lungo processo, iniziato già con l’arte romantica del primo ottocento, proseguito con la rivoluzione impressionista e poi con il post impressionismo – nell’ambito del quale a Cézanne e a van Gogh si è debitori di un salto iniziatico incommensurabile e unico – con l’Espressionismo tedesco dominato dall’emozione, con quello francese (i feuves) caratterizzato dal linguaggio dei colori e con il Cubismo e la sua destrutturazione delle forme.
Anche l’acquisita indipendenza economica degli artisti ha favorito le sperimentazioni, come pure la fotografia ha reso meno impellente l’esigenza di rappresentare il mondo con tratti fedeli.

Tra i vari artisti non figurativi ricordo Kandinskij , Mondrian , Malevič , Klee , Pollock e Rothko , in relazione ai quali ho già presentato dei lavori.

Non prendetelo come un dato venale, ma l’arte astratta ha suscitato l’interesse dei collezionisti, tanto che tra le opere più pagate di tutti i tempi rinveniamo “Interchange” di de Kooning ($300 milioni), “Number 17A” di Pollock ($200 milioni) e “No. 6 (Violet, Green and Red)” del mio adorato Rothko ($186 milioni).

Lo spazio è finito: Kandinskij è il padre della pittura astratta e questo suo delizioso acquarello è considerato dagli storici dell’arte la prima opera astratta della storia.